Arturo, il ragazzo accoltellato a Napoli: «Ho paura, a Natale voglio un giubbotto antiproiettile»

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di Maria Chiara Aulisio

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È molto provato Arturo, stanco e sofferente, ma non ha perso il sorriso nonostante il dolore provocato dalle profonde ferite e dai tubi di drenaggio infilati nei tagli alla gola e al polmone che ancora destano più di una preoccupazione ai medici che lo hanno in cura. Non ha perso il sorriso, il giovane Arturo, stampato su un volto da adolescente sano e ben educato, gentile nei modi e dallo sguardo intenso. Non ha perso il sorriso e nemmeno il senso dell'umorismo che gli consente di trovare la forza di fare anche un po' di amara ironia, immobile nel suo letto d'ospedale al terzo piano del reparto di chirurgia del San Giovanni Bosco dove è stato trasportato d'urgenza dopo l'aggressione. Mostra una apparente serenità che si confonde con un'espressione di autentica dolcezza che chiaramente fa parte del carattere. Stringe la mano della madre mentre con un filo di voce ricorda, a occhi chiusi, quegli attimi di orrore vissuti l'altro pomeriggio in via Foria quando, a due passi da casa, camminando verso lo studio del medico di famiglia dove avrebbe dovuto ritirare un certificato per il fratello, è stato aggredito e accoltellato da quattro delinquenti. Preso di mira da quelle che la madre ha definito «bestie» a piede libero che, senza una ragione e senza un obiettivo - sotto gli occhi sgomenti di decine di passanti - lo hanno massacrato solo per sfogare odio, violenza e crudeltà contro un bravo ragazzo che mai sarebbe stato in grado di reagire a quella furia criminale. Accanto a lui la sorella, graziosa e evidentemente frastornata, la zia e la mamma, Maria Luisa, docente all'Università Partenope, ancora stravolta ma lucida, determinata e motivata a far sì che tutto ciò che è successo a suo figlio possa trasformarsi in un episodio simbolo della lotta alla criminalità organizzata che sta fagocitando la città e chi ci vive.
 

Parole forti, quelle di Maria Luisa, che oggi più che mai chiede e pretende legalità: «Glielo dobbiamo, e non solo a lui, ma a tutti i ragazzi della sua generazione a cui è necessario garantire una speranza. Vanno protetti e incoraggiati. Il nostro impegno sarà quello di gridare che non ci arrendiamo, sarebbe troppo comodo. Questa è, e deve rimanere, la città dei giovani che studiano, giocano e si divertono. E non degli accoltellatori. No, non ci faremo spaventare, andiamo avanti a testa alta e la manifestazione di domani (oggi, ndr) ne è la dimostrazione concreta».
Arturo la ascolta, continua a sorridere dolcemente e annuisce, un bambino cresciuto finito in una vicenda enorme di cui ancora non riesce, e probabilmente non riuscirà mai, a darsi una spiegazione. Non ha ancora smaltito la stanchezza e lo stress di un interrogatorio lungo circa due ore al quale ieri mattina è stato sottoposto come teste dagli investigatori della Squadra mobile alla presenza del magistrato e di uno psicologo. Poco prima c'era stata anche la visita del sindaco Luigi de Magistris, del questore di Napoli Antonio De Iesu, con il comandante dei carabinieri Ubaldo Del Monaco, e poi quella dei ragazzi della «IV B» del liceo scientifico «Cuoco Campanella», la sua classe, che da quando è stato aggredito non gli ha fatto mai mancare affetto e vicinanza. A cominciare dalle insegnanti.

Adesso ha solo voglia di dormire, Arturo: l'altra notte l'ha passata in bianco perché il dolore non gli ha dato tregua nonostante la quantità di farmaci che gli viene regolarmente somministrata dai medici che lo hanno in cura. Ed è proprio a uno di quei dottori che entra in camera a fargli visita, che il ragazzo chiede un sonnifero: «Datemi qualcosa di forte, ma molto forte perché non ce la faccio più a stare sveglio». La notte con lui l'ha trascorsa il papà, Vittorio, ingegnere napoletano: il reparto in cui è ricoverato è solo maschile e a una certa ora della sera le donne devono andar via.

Arturo, come stai?
«Male male, ho dolori ovunque ma per fortuna sono vivo. Ho sentito dire che hanno accoltellato un altro ragazzo, è vero?»

No, per fortuna non hanno accoltellato nessuno.
«Ma il sangue lo hanno tolto dalla strada o è ancora lì?»

In via Foria non c'è più niente. Invece qui ci sono tanti amici. Quanti compagni di scuola sono venuti a trovarti in ospedale?
«Tanti. Forse tutta la classe, alcuni poi sono stati sempre con me. Mi ha fatto piacere».

Ormai sei diventato un eroe nazionale.
«Ma quale eroe... Spero solo di dormire stanotte, non ce la faccio più a stare sveglio. L'ho detto al dottore: voglio un sonnifero forte».

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Venerdì 22 Dicembre 2017, 08:11 - Ultimo aggiornamento: 22-12-2017 10:32
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5 di 5 commenti presenti
2017-12-23 23:11:32
Dear Arturo guarisci presto e studia tanto cosi' potrai diventare Un nuovo Leader di Napoli, certe cose accadono per un motivo, spero che diventerai Capo della Polizia di Napoli cosi' punirai tutti I cattivi che fanno male agli altri. Cresci forte fisicamente e mentalmente Napoli ha bisogno di te. Non vogliamo nuovi alberi di Ulivo sparsi nella citta', non ci interessano le visite del Capo dello stato con la solita medaglietta e qualche soldo per la scuola, noi vogliamo di piu' e di duraturo Non dimenticare e' il primo passo da fare, ma ricordare ogni anno tutti I giovani feriti ed uccisi a Napoli per nulla, o per sbaglio, e' ora di dire basta. Cordialita'
2017-12-23 06:30:55
Ancora discorsi ipocriti sulla Società , sulla Scuola, sulla mancanza di valori....Nessuno che parli di PENE SEVERE come unico deterrente e monito per chiunque pensi di emulare i personaggi di Gomorra. Un Paese civile identificherebbe subito i responsabili e sancirebbe PENE ESEMPLARI....Allucinante paragonare i delinquenti al povero ragazzo accoltellato, entrambi vittime (secondo alcuni) dello stesso degrado. Con questi discorsi allucinanti non cambierà mai niente.
2017-12-22 09:48:45
La vera immagine bella è solo quella dei compagni di scuola vicino ad Arturo. Ragazzi sani e puliti. Le istituzioni e i loro rappresentanti, o meglio, fruitori per propri interessi, vadano in strada ad affrontare i criminali; sempre che abbiano gli attributi per farlo...
2017-12-22 08:37:50
Caro Arturo voglio farti il mio inbocca al lupo per una guarigione rapida, non solo delle ferite fisiche ma anche nell'anima. Ti scrivo perchè anche io come te, in questa Città vive una situazione di profondo disagio, io sono un Nuotoatore Paralimpico, da anni lotto per una Napoli migliore nel Silenzio delle Istituzioni e in primis di un Sindaco che ha promesso mari e monti ma si è poi ridotto in un semplice lampo nel cielo che si è spento appena seduto sulla poltrona comunale. Io credo che Napoli meriti persone come noi che possiamo gridare forte e dire che qui a Napoli non c'e' sicurezza, oggi non c'e' sicurezza. NON BASTANO LE VISITE di un Sindaco per riportare la fiducia, ci vuole impegno e RISPOSTE A CHI SCRIVE E DENUNCIA. Ti faccio un esempio, negli scorsi mesi ho avuto un incidente vicino ad un Bidone della Spazzatura rotto, mi sono fatto male ed ho capito che ad esempio un Disabile deve avere accesso ai servizi essenziali alle cose basilari... HO DECISO DI SCRIVERE AL SINDACO E VICE SINDACO per chidere una semplice cosa, la sostituzione di due bidoni rotti perchè non utilizzabili, E SAI UNA COSA CARO AMICO MIO? NON C'E' STATA ALCUNA RISPOSTA DALLE ISTITUZIONI ZERO, come se noi cittadini non contassimo nulla. Ti domanderai perchè parlo di questo? La risposta è semplice, se su una cosa così stupida non ottieni nulla ma solo INDIFFERENZA come possiamo pensare che una Città possa cambiare? IO sono ancora in attesa di una risposta che mai arriverà MA NON MI ARRENDO, E NON DEVI FARLO NEMMENO TU le idee volano alte più alte della piccolezza di alcuni politici che in tempo di elezioni vogliono farsi pubblicità. Caro Amico oggi tu devi farti coraggio e insieme ai tuoi amici quelli veri devi lottare per migliorare con me e con tanti come me a cambiare Napoli senza lasciarci strumentalizzare dalle chiacchiere politiche. Ti auguro il meglio del meglio quando vuoi potrai scrivermi e fare due chiacchiere. Ciao Gianluca Attanasio Fondista Paralimpico.
2017-12-22 08:22:51
Ragazzi , Voi rappresentate con Arturo il Futuro Pulito , la Speranza ....spero che Napoli vi sappia trattenere e non vedervi un domani sparsi in luoghi lontani come purtroppo accade da diverso tempo per cui i Migliori vanno via , i peggiori restano.....

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