Napoli, la mamma del liceale accoltellato: «Nostro figlio ridotto in fin di vita, una preda nelle mani di baby boss»

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di Maria Chiara Aulisio

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L’ultimo colpo glielo hanno inferto alla gola, doveva essere quello mortale che avrebbe portato via la vita a un ragazzino di diciassette anni colpevole solo di essere finito nel mirino di quattro delinquenti, quasi certamente minorenni, a caccia di emozioni forti in un freddo pomeriggio a pochi giorni dalle feste di Natale. Una aggressione feroce, senza pietà e a volto scoperto: venti coltellate sferrate in tre, quattro minuti al massimo, sotto lo sguardo attonito di decine di passanti, poco dopo le cinque, in pieno giorno e in pieno shopping, tra piazza Cavour e via Foria, a due passi dalla caserma Garibaldi: «Ero a casa, bussa il mio cellulare. La voce di uno sconosciuto mi racconta che è accaduto qualcosa a mio figlio, “niente di grave”, anzi mi invita a stare tranquilla ma mi sollecita a raggiungerlo quanto prima». Una decina di minuti bastano alla mamma di Arturo per arrivare nella zona che l’uomo le aveva indicato: «Era a due passi da casa, ci ho messo pochissimo ma mentre camminavo continuavo a chiedermi che cosa potesse essere successo: Arturo era uscito da mezz’ora, a piedi, doveva solo andare a ritirare un certificato per il fratello dal medico di base, sarebbe tornato di lì a poco per rimettersi a studiare. Tutto qui».

Invece no. Dal medico il ragazzino non ci è mai arrivato perché lungo la strada ha avuto la sfortuna di imbattersi in una baby gang armata di coltelli in cerca di qualcuno su cui sfogare una violenza assurda e ingiustificata: «La prima cosa che ho visto sono stati i lampeggianti delle macchine della polizia. E poi gente che andava e veniva. Mi sono fatta largo tra la folla sperando di incontrare mio figlio: Arturo invece era a terra, in un lago di sangue e con una mano si stringeva il collo come a cercare di bloccare l’emorragia. Nei pochi minuti di lucidità prima di perdere conoscenza è riuscito solo a dirmi che era stato provocato e aggredito senza ragione da quattro ragazzini più piccoli di lui. Poi è arrivata l’ambulanza e lo hanno portato via».
 

Una scena agghiacciante che quella donna non dimenticherà mai più. «Una storia da arancia meccanica», la definisce: «Mi è sembrato di vivere Gomorra sulla mia pelle. Mi mancano le parole per descrivere quello che ho provato quando ho visto mio figlio ferito e insanguinato. No, non dovrebbe accadere mai a nessuno. E allora voglio lanciare un appello: sappiate che in giro ci sono quattro bestie criminali che potrebbero sgozzare chiunque. Bisogna fermarli a tutti i costi. Vi prego fatelo prima che sia troppo tardi altrimenti avrò difficoltà a continuare a credere nella giustizia e nella legalità. Così come ho sempre insegnato anche a mio figlio». 

Diciassette anni, studente al quarto anno in uno dei licei scientifici più prestigiosi del centro storico, bravo a scuola, affezionato alla famiglia e senza grilli per la testa. Non beve, non fuma, niente baretti o altri luoghi frequentati dalla movida serale, di droghe poi manco a parlarne. «Arturo studia molto e il sabato pomeriggio esce solo i compagni di scuola che sono stati qui con me al pronto soccorso fino a quando non hanno saputo che ce l’avrebbe fatta». Parla con grande compostezza, la mamma, professionista come il papà del ragazzo, un «bravo ragazzo». Chiusa nel suo dolore prova a trattenere l’emozione ma non è facile quando tuo figlio è ancora in prognosi riservata, colpito da venti coltellate e vivo per miracolo: «Non dormo da due giorni. E non mi muovo da qui. Quando i medici l’altra sera hanno chiuso la porta della rianimazione dopo avermi fatto firmare ogni tipo di autorizzazione, mi hanno detto “signora, facciamo il possibile, speriamo bene”. Adesso mi sembra un sogno che Arturo sia ancora vivo».
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Mercoledì 20 Dicembre 2017, 00:03 - Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre, 22:24
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 29 commenti presenti
2017-12-24 11:17:46
eppure a Napoli c'e' una chiesa ad ogni angolo di strada, Mi domando ma questi preti tra una messa e altra perche' non vanno in giro a trovare le pecorelle sperdute?, difendiamo tanto la Nostra religione Cattolica ma alla fine chi ci va a messa? I giovani ci vanno ancora? se no che senso hanno tutte queste chiese a Napoli? una Sociata' fa parte di Cultura e di religione come lo sono altri paesi del mondo, vedi nei paesi arabi I giovani non possono andare in un bar anzi non va nessuno e' proibito vendere alcolici, e cosi' anche in Korea nessuno beve, in USA c'e' il Corfu il coprifuoco I minorenni non possono uscire di casa dopo una certa ora, Napoli sta diventando come Cicago dove ci sono gang nelle section 8 case baracche e li' succede di tutto. Io mi ricordo Napoli e ricordo anche che io evitavo via Foria, Piazza Carlo Terzo corso Novara , non andavo mai in quelle zone per passeggiare o fare shopping , al Massimo incontravo la mia comitiva a Porta Capuana , Oggi la Citta' e' cambiata, I giovani non tutti vanno a scuola, e c'e' molto uso di droga e sesso facile .... Napoli dovra' avere un suo solo statuto di come punire I trasghessori di legge , dovra' avere un suo libro di Legge Principal Law e lasciare che la Polizia decide per la loro punizione no gli avvocati no I giudici ecco questo deve cambiare a Napoli chi commette un reato nella Regione Campania verra' punito con le leggi della Regione no le leggi dello Stato .... e film di gangsters dovrebbero essere aboliti sul tutto il territorio, tu li vedi I film americani? se ci fai caso nessuno fuma una sigaretta gli attori non fumano per la lunga battaglia contro il fumo , rari sono I film dove vedi un attore Americano fumare e cosi; dovrebbe essere anche in italia abolire I film italiani di violenza insomma c'e' molto da lavorare e ci vorranno altre decadi per pulire a fondo questa societa'...I politici vedono come nemici Gli Immigranti mentre I veri nemici sono I vostri connazionali!
2017-12-22 13:40:38
Quando leggo di queste assurde violenze mi sento distrutto, bastonato, violentato nella mia coscienza di napoletano. Essere bestie, mostri a 15-16 anni e' spaventoso, come si puo' a quell'eta' uscire di casa con lo scopo di uccidere un giovane coetaneo? Come possono I genitori di questi mostri non " vedere", non leggere nel cuore dei figli. Questa citta' e' malata, e chi lo nasconde e' complice. Anno dopo anno, giorno dopo giorno la violenza di Napoli aumenta, per strada, nel traffico, nei locali, e I nostri governanti bollano ancora queste azioni come " ragazzate", cercano ancora di scusarle per non punire I responsabili. Vigliacchi che non siete altro, non vi nascondete dietro I paraocchi, non fate finta di non vedere, uscite allo scoperto e fate sentire lo stato, le leggi, ammesso che abbiate ancora un pizzico di dignita' e amore per questa terra martoriata e sanguinante, terra di nessuno.
2017-12-21 20:16:24
4 bestie accoltellano uno studente e la colpa è di De Magistris? Non fate campagna elettorale sulla pelle di questo povero ragazzo. Mantenere l'ordine pubblico in una città è compito del Prefetto, del Questore e del Com. dei Carabinieri...prima che del Sindaco. Piuttosto chiediamo ai politici di abbassare l'età punibile a 14 anni (o anche a 13) e di fare una legge che tolga la patria potestà ai genitori di queste bestie. Perchè, se tuo figlio è una bestia e non te ne sei mai accorto, vuol dire che non puoi fare il genitore.
2017-12-20 20:10:06
Purtroppo siamo governati da politici zoticoni che, lontanissimi dalla realtà cruda e violenta con la quale devono confrontarsi i cittadini, non riescono neanche lontanamente a legiferare per la riduzione del limite di punibilità da 18 a 14 anni di età.
2017-12-20 17:49:32
Vedete QUESTA è Napoli! Non quelle bugie che racconta ai media il sindaco capace di farsi forte solo quando è consapevole di essede mediaticamente raggoungibile ad un pubblico molto esteso ( e credulone) lui si gioca molto bene questa carta che è poi quella che l'ha fatto vincere! Chi giovane dai 30 anni in su metterebbe al mondo un figlio facendolo vivere a napoli oggi? io di certo no ma ne vedo tanti e tanti offuscati da questa città che inpone ogni cosa alle persone e impone soprattutto l'ignoranza e il fortissimo disagio tra classi sociali. In una cittá mediamente piccola come napoli convivono un ceto piccolissimo di persone colte e "perbene" annientato da una massa di zulù che ha trasformato la gente media in un ammasso di ignoranza e chiusura mentale terrificante. è bellissimo e liberatorio andare via da napoli e lo dico da giovane trentenne ma mi preoccupa sapere che dove sono nato la situazione peggiora giorno dopo giorno. è umilante. Le città africane a paragone migliorano di anno in anno e napoli invece è sempre piu nella morsa della delinquenza piu spicciola. COME fate ad annientare la vostra vita e adattarvi a una cittá che pone solo problemi e limiti? Cari ragazzi andate via quanto prima perché napoli porta e porterá solo tanti guai. Velo dico col cuore. Auguri!

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